Notizie da Confindustria Italia: Contesto Economico – Rapporto di Previsione Centro Studi di Confindustria

Primavera 2026: PIL a -0,7% con guerra prolungata a fronte di una previsione di crescita dello 0,5% nello scenario di base.

Il prolungarsi del conflitto in Medio Oriente può compromettere la crescita dell’economia italiana. È quanto emerge dal Rapporto di Previsione – Primavera 2026 del Centro Studi Confindustria, secondo cui nello scenario più avverso il PIL nel 2026 potrebbe ridursi fino a -0,7%, a fronte di una previsione di crescita dello 0,5% nello scenario di base.

La crescita prevista per il 2026 si attesta allo 0,5%, ma risente in modo significativo dell’evoluzione del contesto internazionale. In uno scenario intermedio, l’economia italiana entrerebbe in stagnazione nel 2026, mentre nello scenario più avverso il PIL potrebbe ridursi fino a -0,7%, con un peggioramento significativo rispetto alle previsioni di base e un impatto rilevante su consumi, investimenti ed export.

A incidere in modo determinante è la guerra in Iran, che coinvolge Israele e diversi Paesi del Golfo e ha portato al blocco dello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per le forniture energetiche globali, con effetti immediati su prezzi e scambi internazionali.

– Con il nuovo shock energetico dovuto alla guerra in Iran, nell’ipotesi in cui il conflitto si dovesse protrarre fino all’estate, con prezzi superiori a 60 euro/Mwh per il gas e di 110 dollari/barile, le imprese manifatturiere italiane si troverebbero a pagare ulteriori 7 mld l’anno in più in bolletta rispetto al 2025.

Nell’ipotesi di uno scenario peggiore, con il protrarsi della guerra fino a fine anno e con un prezzo del gas di 100 euro/Mwh e del petrolio di 140 dollari/barile, le imprese manifatturiere italiane pagherebbero 21 miliardi in più. Lo stima il centro studi di Confindustria.

In questo scenario, Confindustria sottolinea la necessità di una risposta tempestiva e coordinata a livello nazionale ed europeo. In particolare, diventa prioritario contenere gli effetti dello shock energetico, salvaguardare la competitività del sistema produttivo e rafforzare gli investimenti.

In conclusione, il Rapporto evidenzia un quadro caratterizzato dall’elevata incertezza internazionale e da rischi al ribasso per la crescita. In questo contesto, l’andamento dell’economia italiana nei prossimi anni sarà condizionato dall’evoluzione dello scenario geopolitico e dalle dinamiche del commercio globale ma anche dalla capacità del sistema produttivo di sostenere investimenti e produttività.

Il Raporto completo è disponibile qui: pubblicazioni-guerre-dazi-incertezza-a-risch-CONFINDUSTRIA-Rapporto-Primavera-2026