Continua il blocco degli autotrasportatori ai valichi Schengen

Prosegue anche oggi il blocco del traffico merci da parte degli autotrasportatori provenienti da Serbia, Bosnia Erzegovina, Montenegro e Macedonia del Nord sui valichi di frontiera verso i Paesi Schengen in segno di protesta contro il nuovo sistema digitale di ingressi ed uscite (Ees) per i cittadini extra-Ue.

I rappresentanti delle associazioni denunciano anche la limitazione della permanenza degli autisti a 90 giorni nell’arco di 180 giorni nell’area Schengen, che i vettori considerano una “minaccia diretta al diritto al lavoro” oltre alla mancanza di una reazione adeguata da parte delle istituzioni dell’Unione europea e dei paesi Schengen in merito allo status degli autisti professionisti e chiedono che la loro permanenza nell’Ue venga aumentata a quattro mesi, invece degli attuali tre in sei mesi. Gli autotrasportatori hanno annunciato che i blocchi dureranno sette giorni, a meno che non venga trovata prima una soluzione.

Il portavoce della Commissione europea Markus Lammert ha dichiarato ieri che le istituzioni europee stanno “valutando” e “lavorando” per trovare delle opzioni che consentano ad alcuni professionisti, inclusi gli autotrasportatori, di rimanere nel territorio dell’area Schengen più a lungo di quanto consentito dalle attuali norme Schengen. “Siamo consapevoli che per un certo numero di professionisti di Paesi terzi che non sono lavoratori transfrontalieri, potrebbe essere necessario rimanere nello spazio Schengen per più di 90 giorni in un periodo di 180 giorni. Questo include professioni ad alta mobilità, come gli autotrasportatori, ma anche atleti e artisti itineranti“, ha affermato Lammert. Il portavoce ha aggiunto che l’Ue “è consapevole delle preoccupazioni espresse dagli operatori dei trasporti nella regione”, che sta “monitorando attentamente la situazione ed è in contatto con i partner nei Balcani occidentali”.

il presidente della Camera di commercio serba, Marko Cadez, durante una visita al valico di Batrovci, che collega Serbia e Croazia ha dichiarato che la protesta degli autotrasportatori stanno causando “danni diretti” pari a circa 100 milioni di euro al giorno.

Secondo Cadez oltre al danno legato all’export, le aziende produttrici sarebbero esposte a penali per mancate consegne comprese tra 10 mila e 50 mila euro al giorno. Dalla sola Serbia esportano verso l’Ue circa 10 mila aziende, con il rischio di “numeri davvero elevati”.