La Serbia sta preparando una nuova legge sulle infrastrutture per i carburanti alternativi che punta ad allineare il Paese alla normativa europea e ad accelerare lo sviluppo della mobilità elettrica e sostenibile lungo tutta la rete dei trasporti.
Secondo la bozza, attualmente in discussione pubblica fino al 25 giugno, entro i prossimi anni lungo le principali direttrici stradali dovrà essere garantita una copertura capillare di punti di rifornimento non solo per auto elettriche, ma anche per veicoli a idrogeno, gas naturale e, in prospettiva, mezzi pesanti, navi, aerei e treni. Lo ha riferito “Forbes Serbia”.
Nel Paese sono attualmente disponibili circa 230 stazioni di ricarica pubbliche, a fronte di circa 7.200 veicoli elettrici registrati. Il nuovo quadro normativo mira a colmare questo divario e a rendere più semplice l’installazione delle infrastrutture.
La legge dovrebbe introdurre anche un cambiamento nel sistema tariffario. Attualmente la ricarica viene spesso calcolata in base al tempo di connessione, un metodo ritenuto poco equo dagli esperti del settore.
Il nuovo approccio, in linea con la normativa Ue, punta a una tariffazione basata sui chilowattora effettivamente consumati, garantendo maggiore trasparenza e comparabilità dei prezzi tra operatori.
