Presso la sede dell’European House di Belgrado, si è tenuto oggi il primo workshop dell’ESG Lab del 2026, organizzato da Confindustria Serbia e dai partner dell’ESG Lab: Banca Intesa, Bureau Veritas, Business Intelligence Institute, Deloitte, Istrabenz plini e studio legale Sekulović.
L’appuntamento ha riunito rappresentanti di aziende interessate agli aspetti pratici del meccanismo CBAM e all’annunciata espansione della sua applicazione.
Il workshop è stato aperto da Silvija Rakić, vicedirettrice di Confindustria Serbia. Nel suo intervento la Rakic ha sottolineato l’importanza della formazione continua delle aziende in materia di regolamentazione ESG e dell’adeguamento tempestivo ai nuovi standard europei, che hanno un impatto diretto sul business e sulla competitività.
Successivamente, Jelena Perović, ESG consultant presso Deloitte, ha illustrato le più recenti novità normative, comprese le decisioni della Commissione Europea di dicembre 2025, nonché le sfide e le opportunità concrete che il CBAM comporta per le aziende della regione. Come evidenziato, il CBAM entra in una nuova fase che aumenta significativamente le esigenze di raccolta dati, verifica delle emissioni integrate e collaborazione lungo l’intera catena di approvvigionamento, rendendo gli operatori dei paesi extra-UE attori chiave del sistema. È stato sottolineato in particolare che l’allargamento dell’ambito di applicazione del CBAM aumenterà l’impatto della regolamentazione oltre i settori tradizionalmente ad alta intensità energetica, stimando che circa 3.900 nuove piccole e medie imprese potrebbero essere direttamente coinvolte dalle nuove regole.
È stato inoltre sottolineato che la CBAM sta abbandonando l’industria pesante per dedicarsi a una produzione più ampia, come: lavorazione dei metalli, macchinari e attrezzature industriali, strutture edili e infrastrutturali, veicoli e componenti di veicoli, mobili in metallo e beni di consumo.
Il workshop si è concentrato anche sulla metodologia pratica di calcolo dei costi CBAM: Jovan Babić e Marko Stojković di Bureau Veritas hanno presentato il Carbon Embedded Cost Exposure Model (CECE), uno strumento che consente alle aziende di stimare l’esposizione finanziaria ai costi del “carbonio incorporato” in base ai propri dati (emissioni di CO₂, consumo di energia e materie prime) e di simulare diversi scenari aziendali.
Come sottolineato, il CBAM non è concepito come una tassa punitiva, ma come un meccanismo di perequazione del prezzo del carbonio tra l’UE e i paesi esportatori, motivo per cui in alcuni casi viene riconosciuto il prezzo delle emissioni già pagato nel paese di origine delle merci. È stato sottolineato che il diritto alla riduzione dell’obbligo richiede una documentazione chiara sul tipo di strumento applicato (tassa o sistema di scambio di quote di emissione), sull’importo effettivamente pagato per tonnellata di CO₂, il che conferma ulteriormente l’importanza di un monitoraggio trasparente delle emissioni e di una preparazione tempestiva delle aziende alla regolamentazione CBAM.
Attraverso una discussione interattiva, ESG Lab si è confermato come piattaforma idelae per lo scambio di conoscenze e strumenti pratici che aiutano le aziende a comprendere cambiamenti normativi complessi e a migliorare la loro preparazione per le nuove condizioni di mercato.
Confindustria Serbia continuerà a organizzare workshop nell’ambito dell’iniziativa ESG Lab nel corso del 2026, con l’obiettivo di fornire supporto concreto ai propri membri nel processo di transizione verso un business più sostenibile e competitivo.
